Marco Lombardo






Questa mattina, 23/02/2016 ho conosciuto e osservato,con la partecipazione di un amico Artista, le opere fotografiche di Marco Lombardo.Sono sperimentazioni fotografiche che per la tecnica di realizzazione attualissima ci propongono rapporti concettuali nella nuova contemporaneità artistica. Trattasi di scatti di autore, di un umano che sin da ragazzo si è dedicato alla pellicola, al banco ottico per trasformare e rapportare morfologie in icone fotografiche.Ho effettuato con l’Autore una lunga conversazione e osservato attentamente le opere, che non appaiono opere d’arte come arredo, ma opere integrate nella architettura per differenti luoghi e diverse poetiche.
Questo nuovo modo di proporre opere fotografiche pone l’Artista in un posto all’avanguardia nel mondo della fotografia contemporanea.
Marco, attende ore ed ore prima dello scatto, poiché vi è la luce che regola il tutto, poi vi sono i personaggi in movimento da saper fermare nel luogo, nel punto ottimale e le zone di ombra da rispettare.
L’Artista è un riflessivo che ha origini dalla propria terra nativa. Le sue opere parzialmente velate, comunicano e dialogano col mondo, e stigmatizzano la positività del suo pensiero.
Oltre la reticella, oltre la siepe che allontana le sue morfologie, siamo richiamati all’attenzione, all’indagine materiale del suo divenire e da’, con ciò, al fruitore, l’avvio allo studio delle sue opere,  e con queste cariche, afferma tutta la naturalità e positività filosofica, ionica della figura del pensiero umano.
Marco Lombardo non conosce ciò che leggo oltre quelle siepi; vedo un pensiero della natura come animata da un potere interno di movimento, di un “mythos” che i greci nei secoli settecenteschi a.C. indicavano con la parola discorso, racconto.
L’Artista multimediale concettuale dialoga con la metafisica pop e con un surrealismo emiliano, la prima perché in certe opere ho intravisto l’idea di un manifesto; il secondo perché mi fa rammentare opere di Bruno Vidoni del Centro Fotografico Ferrarese.
In un’opera, a cui io ho dato il titolo “ Personaggi ed Ombrelli” mi sembra di leggere un discorso mitico, vicende intese come manifestazione della civiltà contemporanea massmediologica, pre-filosofica, destinata ad essere superata con la razionalità.
Questo suo metodo di studio architettonico mi permette di sviluppare e completare quei valori sopra riferiti, al punto di pensare che le opere di Marco siano la manifestazione di una ragione primitiva, recondita nel suo subcosciente da darci l’idea fascinosa mitica della propria memoria storica nel senso ontologico del proprio D.N.A. cromosomico di idee cosmologiche e filosofiche plurisecolari (ataviche).
No, Marco Lombardo è figlio di un vero, fedele falegname che trasmetteva ai figli buone regole di vita ma soprattutto perché sa prendere decisioni sulla sua vita umana e sa essere un trasmettitore di valori.
Egli esplora l’uso del digitale con la tecnica del “mosso intercezionale”;trattasi di uno scatto che ha un tempo di posa, durante il quale egli muove l’apparecchio a fermare le immagini progettate.
Egli esegue ritratti di atmosfere sospese, dense di umanità.
Il suo è un dialogo profondo con il prossimo, col mondo.
Egli dialoga con lo spazio, con gli umani, con le architetture e costruisce un rapporto con la propria convivenza, lasciandosi guardare fiducioso. 
L’Artista appare come un combattente che unisce l’uomo e il suo orizzonte, e dispensa stimoli energetici positivi.
Le Sue sono immagini che contemplano il tempo e lo spazio in cui viviamo. Egli spinge le sue percezioni oltre i limiti del reale, riproducendo verità che legano insieme sogni e realtà.



Opere